Prosocialità

Progetto per la realizzazione di un processo di cambiamento ANFASS Altamura

a cura di Donato Salfi

con la collaborazione di Pamela Balzo, Maria Dellino Maria Di Giorgio, Mariangela Fasciano

CITTADINANZA E FRATERNITÀ. PERSONA CON DISABILITÀ, INCLUSIONE SOCIALE, LAVORO E DIRITTI UMANI: COME CAMBIA LA CITTÀ COSTRUITA NELLA DIMENSIONE DELLA FRATERNITÀ

Dopo vent’ anni di attività finalizzata all’ inclusione sociale e all’ integrazione scolastica, l’ ANFFAS si Altamura si affaccia al mondo degli adulti e al mercato del lavoro. L’ 1 maggio, festa del lavoro, abbiamo istituito ‘STIL’, il Sistema  Territoriale per l’ Inserimento Lavorativo della persona con disabilità. Due i Servizi già attivati:

  • il ‘Centro di Lavoro Guidato’ che consente a persone con Ritardo Mentale e bassi livelli di autonomia di essere inserite produttivamente in cicli di lavorazione creati su misura del loro profilo di abilità residue
  • il ‘Servizio per l’ Inserimento Lavorativo Mirato’ che, anche a seguito di opportune intese con le Istituzioni preposte all’ applicazione della legge 68/99, si propone come una struttura di mediazione per l’ incontro della domanda e dell’ offerta di lavoro non solo per le persone con Ritardo Mentale, ma anche per tutte le Disabilità

Ci siamo chiesti se l’ inclusione lavorativa e sociale della persona con ritardo mentale possa essere considerata un atto di benevolenza della società oppure una risposta terapeutica ad un bisogno riabilitativo e abbiamo raggiunto la conclusione che l’ inclusione è un diritto di cittadinanza della persona con ritardo ed un debito di fraternità dell’ intera comunità.

Abbiamo compreso che le relazioni costituiscono la trama e l’ ordito del tessuto sociale della Città: il debole è il vero catalizzatore dei processi di attivazione di una Comunità, di un Paese, di una Città, nella quale ciascuno di noi vorrebbe vivere: tutti avvertiamo il bisogno di legami veri, di una Comunità alla quale appartenere e, contemporaneamente, soffriamo per la disgregazione della Comunità, causata da un esasperato individualismo, alimentato dall’ accelerazione competitiva che finisce col lasciare dietro di sè molte ‘vite scartate’.

Pertanto noi, con questo progetto, non ci occupiamo della disabilità, ci interessa la cittadinanza attiva, la partecipazione, la costruzione di una comunità che affonda le sue radici nella dimensione della fraternità.

Questo progetto di inclusione sociale e lavorativa attivato dall’ ANFFAS hanno l’ obiettivo ambizioso, ma speriamo, alla nostra portata, di far incontrare la Comunità di Altamura nella piazza della città per tessere quelle relazioni che costituiscono la trama e l’ ordito del tessuto sociale di una Comunità.

Tutti avvertiamo il bisogno di legami veri, di una comunità alla quale appartenere e,  al tempo stesso, soffriamo per la disgregazione della comunità, causata da un esasperato individualismo, alimentato dall’ accelerazione competitiva che finisce col lasciare dietro di se’ molte ‘vite scartate’.

Le relazioni interpersonali, quando sono rinnovate dalla dimensione della fraternità, promettono di diventare il terreno di coltura dentro cui sviluppare la risposta alla domanda di senso che oggi ci poniamo.

Le relazioni, dunque, possono costituire quelle scintille che finalmente accendono una nuova luce sulle questioni della socialità. Queste relazioni promettono di decondizionarci dal determinismo fatalista, aprono la speranza alle nostre città e alle comunità che in esse vivono, perché ‘la città non sia più il luogo della paura, ma della fiducia’.

Alla luce di questa visione l’ ANFFAS ha messo in atto un processo di cambiamento le cui linee direttrici intendiamo presentare in questo report.

La prima delle due idee – forza che ispirano l’ intero progetto è sintetizzata nella figura che segue che comunica al lettore come il modo di organizzare un servizio può seguire due differenti logiche. La prima, definita ‘hic et nunc’, implementa un ‘azione il cui obiettivo si esaurisce ‘qui ed ora’ nel momento stesso in cui il servizio viene erogato. L’ obiettivo è circoscritto alla ricerca del benessere dell’ utente all’ interno della struttura in cui l’ intervento viene realizzato. La vita reale non viene affatto influenzata da quello che si fa all’ interno della struttura. La seconda logica, che abbiamo denominato ‘illuc et postquam’ rappresenta il percorso dei servizi che hanno la consapevolezza di fare qui ed ora un intervento il cui obiettivo è situato fuori di qui (al di fuori dalla struttura in cui viene erogato il servizio) e dopo di adesso (ovvero: quando l’ attività sarà conclusa) nella vita reale che, quindi, viene coinvolta nell’ intero processo. O meglio: in questo secondo caso tutto il processo è organizzato in modo tale che dall’ intervento iper-strutturato finalizzato all’ apprendimento di singole e specifiche abilità, si passi al percorso che –creando, con una crescente progressione, ambienti che simulano la realtà – facilitano la relazione tra la persona e l’ ambiente e sino al creare le opportunità di vita, di relazione, di lavoro nel contesto reale di vita della persona. Ma si tratta di un processo che viene svolto anche nella direzione opposta con gli interventi diretti alla comunità e alla città con lo scopo di cambiarne i presupposti culturali.

La seconda idea che ispira il nostro progetto ha a che vedere con la necessità di calibrare gli interventi con un adeguato mix di solidarietà e sussidiarietà. Cosicchè riteniamo di essere arrivati a dire la parola nuova nel mondo della disabilità che succede a

Discriminazione

Accettazione

Inserimento

Integrazione

Inclusione.

La nuova parola è ‘reciprocazione’. Essa sta ad indicare che il senso della vita di qualsiasi persona e, quindi anche della persona con disabilità, sta nel reciprocare. Concetto meglio espresso dal grafico che segue.

SUSSIDIARIETA’: soggettività e protagonismo della famigliae della persona che possono farsi carico delle risposte, attivare

le risorse proprie e di altri soggetti, essere partner e non destinatari

passivi

ASSENZA PRESENZA
SOLIDARIETA’: garantire alle famiglie e alle persone più deboli che non sono in grado di attivarsi come risorsa ASSENZA ALa persona dipende da supporti esterni, che però non sono  di responsabilità della collettività

(intervento assistenziale, basato sulla beneficienza privata)

BResponsabilizzazione delle persone,

lasciate dalla società con scarsi supporti

(auto-aiuto individualista)

PRESENZA CForte intervento sociale su cittadini che ricevono passivamente i servizi

(approccio assistenziale basato sull’intervento pubblico, con persone passive)

DPersone attive di fronte ai propri bisogni, in un sistema in cui la società ha come obiettivo esplicito lo sviluppo dei propri membri deboli

(partecipazione attiva)

Changing, dunque, Cambiamento non può che essere il nome da dare a questo progetto. Esso ha una triplice connotazione:

  1. cambiamento dell’ Organizzazione. Quello che ci aspettiamo di vedere al termine del progetto stesso;
  2. cambiamento del comportamento della singola persona, quale risultato atteso dai singoli interventi realizzati;
  3. cambiamento dei modi collettivi di pensare e di agire da parte della comunità.

Changing è il risultato dell’ analisi dei bisogni del momento, commisurata alle risorse attualmente disponibili, ma sbilanciato fortemente verso il futuro perché prende in considerazione le risorse che saranno determinate dalla nuova impostazione e attiva già fin da ora nuove risorse, fino a questo momento insospettate. Abbiamo innescato un processo virtuoso che la teoria dei sistemi complessi è in grado di spiegare perché ammette un effetto moltiplicatore e realizza un risultato che non è la somma delle singole parti. Cosicchè diventano spiegabili e prevedibili comportamenti, fenomeni e sviluppi apparentemente incomprensibili. Se il battito d’ ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo, allo stesso modo, se le condizioni iniziali del nostro progetto sono corrette, possiamo aspettarci di vedere realizzato il cambiamento.

ARCHITETTURA DEL CAMBIAMENTO

L’ attuale Centro Diurno si presenta come un contenitore compatto che eroga un servizio con un elevato tasso di assistenzialismo e custodialismo.

L’ affettività ha preso il sopravvento sulla competenza e la genericità degli interventi rappresenta l’ inevitabile avvitamento del personale intorno alle carenze di formazione.

In sintesi, Changing intende realizzare un’ architettura composta da sei articolazioni:

Nei successivi paragrafi illustreremo ciascuna di esse.

Dopo aver rappresentato graficamente e sinteticamente, in modo altrettanto breve, passiamo in rassegna i diversi segmenti di programmi, attività, servizi che vengono attivati.

1. CENTRO PER L’ APPRENDIMENTO STRUTTURATO:                                                                                                                                    incrementare e potenziare le abilità basilari attraverso programmi strutturati ed individualizzati o individuali con metodi e in tempi e luoghi organizzati   dagli esperti
ARTICOLAZIONI ABILITA’ COGNITIVE COMUNICAZIONE EMOZIONI ABILITA’ DI AUTONOMIA
BASE FUNZIONALI COMPETENZA AUSILI PERSONALE ABITATIVA INTEGRANTI
OBIETTIVI apprendere la discriminazione, il riconoscimento e la denominazione apprendimento della lettura e scrittura funzionale apprendimento delle tecniche e delle modalità di comunicazione assessment della comunicazione, individuazione sistemi comunicazione e apprendimento dell’ uso riconoscimento delle proprie e altrui emozioni; espressione delle proprie emozioni apprendere ad alimentarsi, vestirsi e lavarsi autonomamente apprendere abilità di cucina, pulizia della casa, lavaggio e stiratura biancheria, uso di elettrodomestici, sicurezza attraversamento pedonale, uso del denaro, fare la spesa, uso dell’ orologio, uso dei locali, degli uffici,
DESTINATARI a. attuali utenti del centro diurno                                               b. nuovi utenti con R.M.G.bambini, ragazzi, giovani adulti
DESCRIZIONE spazio dedicato, strumenti costruiti in proprio, tempi rigidamente programmati, programmazione rigorosa step to step
2.  AMBULATORIO ATPE – ASSESSMENT E TRATTAMENTO PSICOEDUCATIVO:                                                                                                                                    sviluppare e incrementare le abilità funzionali e ridurre – eliminare i comportamenti disfunzionali, disadattivi, socialmente indesiderabili attraverso l’ ABA, l’ Analisi e la Modificazione del Comportamento, le Tecniche di Programmazione, la Presa in Carico Psicoeducativa
ARTICOLAZIONI ASSESSMENT TRATTAMENTO
OBIETTIVI primo accesso, individuazione dei comportamenti-meta e -bersaglio;  nell’ ambiente di vita: osservazione diretta e sistematica, AFC; somministrazione di scale di valutazione; rilevazione indicatori; modello interpretativo individuazione, analisi e organizzazione gerarchica degli obiettivi, task analisys, individuazione dei sistemi e delle tecniche di intervento, implementazione, monitoraggio, valutazione
DESTINATARI a. attuali utenti del centro diurno      b. nuovi utenti con R.M.G. bambini, ragazzi, giovani adulti
DESCRIZIONE spazio dedicato, strumenti costruiti in proprio, tempi rigidamente programmati, programmazione rigorosa step to step
3. PROGRAMMI DI INDIPENDENT LIFE:                                                                                                                                    generalizzare gli apprendimenti di base per sviluppare una vita indipendente attraverso programmi organizzati in tempi e luoghi non strutturati dagli esperti e condotti dagli operatori
ARTICOLAZIONI CURA DI SE’ AUTONOMIA ABITATIVA VITA SOCIALE SPORT TEMPO LIBERO
OBIETTIVI sviluppare l’ attitudine a curare il proprio corpo, l’ abbigliamento, gli oggetti personali con l’ obiettivo di ‘piacersi’ sperimentare la progressiva  autonomia e apprendere le competenze necessarie per progettare l’ obiettivo esistenziale di vivere fuori dalla famiglia di origine sviluppare iniziative che esprimono un elevato grado di partecipazione alla vita civile, comunitaria, politica, religiosa della città aumentare la consapevolezza del proprio atteggiamento verso lo sport e l’ attività motoria in genere e inserire questa dimensione come una dimensione importante della propria esistemza maturare consapevolezza dei propri desideri, delle attività motivanti, praticarle, imparare a prograsmmarle e a condividerle con altri
DESTINATARI a. alcuni attuali utenti del centro diurno      b. nuovi utenti con R.M. giovani adulti
DESCRIZIONE luoghi, tempi, metodiche non strutturate
4. STIL – SISTEMA TERRITORIALE PER L’ INSERIMENTO LAVORATIVO MIRATO:                                                                                                                                    creare le condizioni culturali, ambientali, sociali, organizzative, di servizio che permettano alla persona con R.M. di agire il diritto al lavoro
ARTICOLAZIONI ILM – INSERIMENTO LAVORATIVO MIRATO ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO LAVORO GUIDATO
CENTRO DI LG PROGRAMMI DI LG: SERVIZI ALLA COMUNITA’
PRODUZIONE DI BENI LAVORO PER TERZI
OBIETTIVI incrementare il numero di persone con RM che vengono collocate al lavoro ai sensi della legge 68/99 accostare al mondo del lavoro; apprendimento di conoscenze e competenze prelavorative; apprendimenti cognitivi e disciplinari mediati dall’ esperienza di alternanza includere persone con gravi disabilità in attività di LG; generare una cultura che vede la persona con disabilità  in grado di lavorare in condizioni di compatibilità con la propria condizione includere persone con gravi disabilità in attività di LG; generare una cultura che vede la persona con disabilità  in grado di reciprocare con il proprio lavoro di servizio alla comunità contribuendo attivamente alla sua crescita
DESTINATARI persone con disabilità studenti con RM della Scuola secondaria di 2° persone con RMG normalmente destinate alla cura assistenzialistica e custodialistica nei centri diurni
DESCRIZIONE banca dati utenti (profili socio-lavorativi); banca dati aziende; matching; tirocini; programmi di ILM progettazione specifica; rapporti con gli Enti locali; attivazione di convenzioni di cui alla legge 104/92 art. 18
  1. 5.     LAVORO NELL’ AMBIENTE:

produrre il cambiamento dei modi collettivi di pensare e di agire nella comunità

ARTICOLAZIONI PARENT TRAINING PLACE LAB FOUNRACING
OBIETTIVI formare i genitori in modo che aumenti il loro empowerment educativo sensibilizzare la gente comune sui temi della disabilità aumentare la disponibilità dei cittadini a donare all’ ANFFAS e incrementare le entrate dell’ associazione come risvolto del comportamento dei cittadini che sviluppano una nuova percezione del RM e dell’ ANFFAS
DESTINATARI genitori comunità
DESCRIZIONE attività consulenziale e di formazione a supporto di altre articolazioni grandi eventi con cspecifica programmazione attività di comunicazione governata dal CD con il consulente di direzione
6. LAVORO SVILUPPO:                                                                                                          ideazione, fertilizzazione e realizzazione di attività che arricchiscono il patrimonio culturale, professionale, scientifico sociale dell’ ANFFAS e della comunità
ARTICOLAZIONI RICERCA FORMAZIONE SISTEMA INFORMATIVO
OBIETTIVI sviluppare nuove conoscenze e soluzioni innovative per le persone con RM, per la loro autonomia, la qualità della vita, la loro felicità innalzare continuamente il grado delle conoscenze, il livello delle competenze, la profondità della motivazione, la capacità di intervento, l’ attitudine a relazionarsi in modo prosociale degli operatori attuali e di quelli potenziali potenziare la velocità, la precisione, la quantità delle informazioni che è possibile scambiare tra i vari elementi del sistema complesso che si va a generare e tra questo e l’ ambiente esterno
DESTINATARI l’ intera comunità
DESCRIZIONE studi e ricerche pianificati in accordo con strutture universitarie attività varie, tra cui, la più importante: il master post laurea su “Ritardo mentale e intervento spicoeducativo” in collaborazione con l’ Università di Chieti, verrà sviluppato un software dedicato

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