Prosocialità

La Classe Prosociale

treccia fili

Promuovere

Competenze di Cittadinanza

attraverso l’Approccio Prosociale alla Didattica

proposta-formativa-scuole-2016-17

Il processo intenzionale, programmato e sistematico di istruzione, educazione e formazione che avviene nelle scuole viene considerato ora come la via per “far acquisire a ciascun ragazzo e ragazza quei saperi, abilità e competenze, quei modi di essere che lo aiutano a diventare una persona, un cittadino, un lavoratore responsabile, partecipe alla vita sociale, capace di assumere ruoli e funzioni in modo autonomo, in grado di saper affrontare le vicissitudini dell’esistenza” (Cattaneo, 2007). Il cambiamento di strategia viene infine documentato nel testo “Life skills education in schools” che l’ OMS pubblica nel 1993. Esso rappresenta la declinazione delle competenze che, con un efficace neologismo, ci piace denominare ‘vivenziali’.

Si tratta delle competenze umane e personali di coping per far fronte agli eventi della vita e abilità relazionali per rapportarsi con gli altri: Decision making (assunzione di decisioni), Problem solving (risoluzione dei problemi), Pensiero creativo, Pensiero critico, Autoconsapevolezza, Gestione delle emozioni, Gestione dello stress, Comunicazione funzionale, Empatia, Capacità relazionali. La declinazione di questa inversione di tendenza nel mondo dell’ educazione è stata operata dal rapporto pubblicato dall’ UNESCO nel 1997 al termine dei lavori della Commissione Internazionale sull’ Educazione per il XXI secolo, costituita da specialisti che per tre anni avevano realizzato consultazioni e analisi. Il rapporto, già significativo nel titolo: ‘Nell’educazione un tesoro’, è stato scritto da J. Delors (1997) e mette in luce la centralità dell’ educazione come fatto strategico di primaria importanza in una società interdipendente e globalizzata dove l’educazione nel corso della vita è basata su quattro pilastri: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare ad essere e imparare a vivere insieme.

L’Agenda di Lisbona (2000-2010/2020) ricorda alle agenzie educative le sfide della “formazione continua” (long life learning), della costruzione delle “competenze sociali”, delle politiche di promozione, dell’inclusione e le Raccomandazioni del Parlamento Europeo (18-12-2006) relative all’acquisizione delle “Key competences” tra le quali le competenze chiave di cittadinanza strategiche per l’apprendimento permanente, affermano che “le competenze personali, interpersonali e interculturali , che riguardano tutte le forme di comportamento, consentono di partecipare in modo attivo, efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, come anche di risolvere i conflitti”.

I documenti ministeriali, la L169, 30/10/2008 e il successivo Documento di indirizzo hanno introdotto in maniera cogente l’educazione “Cittadinanza e Costituzione” nei curricoli nazionali delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di educare le giovani generazioni ai principi della convivenza, della cittadinanza attiva e responsabile, a partire dalla conoscenza e rispetto di sé e dell’altrui identità psico-sociale.

Tali concetti vengono altresì ampiamente ribaditi nel Regolamento recante le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione del 16 Novembre 2012, ove si richiama:

  • la necessità che la “scuola offra supporti adeguati perché lo studente sviluppi un’identità consapevole e aperta”

  • lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti(…) in questa prospettiva i docenti dovranno pensare e realizzare progetti educativi e didattici non per individui astratti ma per persone che vivono qui ed ora (…) e che vanno alla ricerca di orizzonti di significato;

  • lo studente al termine del primo ciclo (da: Profilo delle Competenze al termine) in grado di affrontare con autonomia e responsabilità…, è consapevole delle proprie potenzialità e del limiti; (…) collabora con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e

sensibilità(…); ha cura e rispetto di sé, assimila il senso e la necessità del rispetto della convivenza civile, (…) delle azioni di solidarietà, volontariato;

  • Dimostra originalità e spirito di iniziativa; sa chiedere a dare aiuto

In questo panorama si inseriscono con forza le normative ultime riguardanti i DSA e i BES, dove accanto all’analisi puntuale delle tipologie e delle situazioni personali dell’alunno, troviamo le indicazioni riguardanti l’uso di strumenti dispensativi e compensativi degli svantaggi.

Ci preme rimarcare in ogni caso che a fronte di gruppi classe di notevoli dimensioni, applicare modalità didattiche personalizzate, così come indicato, non sempre risulta agevole se non, a volte, scarsamente realizzabile senza una formazione docente alla gestione delle dinamiche relazionali nel gruppo-classe e all’uso di modalità didattiche coinvolgenti l’intero gruppo in maniera interattiva e stimolante le precipue attitudini di ognuno, che siano espressione di una corretta concezione dell’alunno come portatore di diritti più che di bisogni, anche secondo le più attuali classificazioni ICF dell’OMS.

Tali mete, fondamentali per le nuove generazioni, rappresentano una sfida connessa alla complessità del presente che richiama ad un agire da cittadini planetari, caratterizzati da una doppia appartenenza: il contesto locale e il contesto globale.