Prosocialità

Proposta formativa- a.s. 2015/2016

 

treccia filiGestire la complessità a scuola: nelle aule, nei corridoi, in sala insegnanti…

Parole-chiave:
Didattica prosociale
Curricolo di competenze sociali
Percorsi di cittadinanza planetaria

L’educazione alle competenze prosociali come fattore di miglioramento
degli apprendimenti

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Premessa Teorica
La società italiana e la scuola, a livello nazionale come regionale e locale , stanno vivendo
un periodo di crescente complessità e, per certi versi, di forti contraddizioni che sono
non solo sotto gli occhi degli addetti ai lavori, ma anche degli utenti coinvolti come
genitori, comunità locali e dell’opinione pubblica in genere.
Il processo intenzionale, programmato e sistematico di istruzione, educazione e formazione
che avviene nelle scuole viene considerato ora come la via per “far acquisire a ciascun
ragazzo e ragazza quei saperi, abilità e competenze, quei modi di essere che lo aiutano a
diventare una persona, un cittadino, un lavoratore responsabile, partecipe alla vita
sociale, capace di assumere ruoli e funzioni in modo autonomo, in grado di saper
affrontare le vicissitudini dell’esistenza” (Cattaneo, 2007).
Risalgono al 1993 le Indicazioni dell’OMS “Life skills education in schools” dove si
affronta la necessità di formare alle competenze umane e personali di coping per far fronte
agli eventi della vita e abilità relazionali per rapportarsi con gli altri: Decision making
(assunzione di decisioni), Problem solving (risoluzione dei problemi), Pensiero creativo,
Pensiero critico, Autoconsapevolezza, Gestione delle emozioni, Gestione dello
stress, Comunicazione funzionale, Empatia, Capacità relazionali.
L’Agenda di Lisbona (2000-2010/2020) ricorda alle agenzie educative le sfide della
“formazione continua” (long life learning), della costruzione delle “competenze sociali”,
delle politiche di promozione, dell’inclusione e le Raccomandazioni del Parlamento Europeo
(18-12-2006) relative all’acquisizione delle “Key competences” tra le quali le competenze
chiave di cittadinanza strategiche per l’apprendimento permanente, affermano che “le
competenze personali, interpersonali e interculturali , che riguardano tutte le forme di
comportamento, consentono di partecipare in modo attivo, efficace e costruttivo alla vita
sociale e lavorativa, come anche di risolvere i conflitti”.
Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo
dell’istruzione del 16 Novembre 2012, richiamano:
-“lo studente al termine del primo ciclo è in grado di affrontare con autonomia e
responsabilità…, è consapevole delle proprie potenzialità e del limiti; (…) collabora con gli
altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e
sensibilità(…); ha cura e rispetto di sé, assimila il senso e la necessità del rispetto della
convivenza civile, (…) delle azioni di solidarietà, volontariato.Dimostra originalità e spirito di
iniziativa; sa chiedere a dare aiuto.
Accanto a ciò la normativa riguardante i DSA e la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre
2012 sui BES affermano l’esigenza di una didattica inclusiva, basata, da una parte, sulla
capacità dei professionisti della conoscenza e dell’educazione di riconoscere adeguatamente
le difficoltà dei singoli alunni e dall’altra, di saper trovare delle metodologie di approccio e
di risposta a bisogni formativi specifici sempre più differenziati capaci di inclusione e
favorenti l’apprendimento.
Le ulteriori disposizioni della legge n.107/2015 riaffermano la fondamentale importanza
della formazione e del continuo aggiornamento del personale scolastico “Nell’ambito degli
adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo
e’ obbligatoria, permanente e strutturale. Le attivita’ di formazione sono definite dalle
singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i
risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche(…)”.
Tutto ciò sollecita la Scuola Italiana a riorganizzare le proprie risorse umane e
professionali, a riqualificare l’offerta formativa e ad elaborare un curricolo efficace nel
modificare la didattica e nel favorire il passaggio da un apprendimento simbolicoricostruttivo
ad un apprendimento esperienziale ed attivo e che tenga conto
dell’ambiente e del contesto in cui gli stessi alunni apprendono che valorizzi gli aspetti
relazionali e motivazionali del singolo e della classe.
Come educare alle competenze sociali e relazionali? E’ possibile farlo?
In tale ambito IsacPro, ha sviluppato una ricerca di oltre 20 anni in campo nazionale che
ha portato alla definizione di un nuovo modello definito “paradigma prosociale” per
l’acquisizione di competenze sociali.
Tale modello è basato su relazioni intrinsecamente motivate, dirette al benessere dell’altro
e degli altri, orientate alla positività, alla collaborazione e alla costruzione comune, nate
dall’ assunzione di decisioni, da scelte libere e consapevoli, fatte in assenza di pressioni
esterne o indipendentemente da queste, mettendone in conto il costo personale. Le
competenze prosociali così delineate ed agite hanno permesso di sperimentare che
‘cercare il bene dell’ altro mi fa bene e costruisce la comunità’ (Salfi, 2006).
Le linee guida per lo sviluppo ed attuazione di un curricolo di competenze sociali,
attuale e attuabile attraverso il paradigma prosociale, sono racchiuse nel MODELLO TAP (
training di abilità prosociali) che prevede la creazione di contesti dove tali competenze si
sviluppano, la comprensione profonda del paradigma stesso tramite esperienze concrete
ed attive, la trasferibilità delle stesse a contesti extrascolastici come famiglie e territorio.
Obiettivi
In questa prospettiva si coglie nella Educazione alla prosocialità la possibilità di
un’azione educativa intenzionale e sistematica, in grado di promuovere:
• “l’alfabetizzazione” emozionale
• le competenze sociali trasversali ad ogni competenza disciplinare
• gli stili comunicativi prosociali con le loro relative definizioni e gli effetti
conseguenti, per l’acquisizione del livello più maturo e costruttivo del
comportamento sociale
• la valorizzazione delle diversità individuali e culturali e delle proprie
capacità inclinazioni nel rispetto delle capacità ed inclinazioni dell’altro e in
un’ottica di crescita e di miglioramento personale
al fine di promuovere relazioni interpersonali e di gruppo positive attuate con
la proposizione di modelli coerenti, autorevoli di comportamento tra adulti all’interno
della scuola ed all’interno della famiglia.