Prosocialità

“I LATI POSITIVI DEGLI ALTRI” Un progetto di educazione prosociale nella scuola primaria_Marta Cassetta

FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA

Tesi di Laurea “I LATI POSITIVI DEGLI ALTRI”

Un progetto di educazione prosociale nella scuola primaria

Laureanda                                                 RELATORE

Marta Cassetta                                      Prof. Michele Capurso

Anno accademico 2008-09

L’esperienza di tirocinio e di attività formativa, svolta nelle scuole del territorio perugino, ha maturato in me la convinzione che nella scuola sia disatteso l’interesse per un aspetto rilevante e permeante nella vita di ogni persona: la capacità di relazionarsi positivamente con l’altro.

L’essere umano vive quotidianamente in relazione con l’altro e per questo dovrebbe essere in grado di conoscere e saper gestire le dinamiche relazionali al meglio.

Nella salvaguardia del sistema dei  valori di riferimento individuale e nel rispetto dell’identità personale è importante che ogni singola persona si apra alla dimensione del dialogo, della condivisione, dell’alterità, della comunione con l’altro.

Per queste ragioni è fondamentale che nella scuola si educhi non solo a leggere e a scrivere, ma anche ad una convivenza che valorizzi le diversità ed i talenti di ognuno.

Il processo educativo, affinchè sia realmente significativo per la crescita della persona, deve necessariamente riferirsi oltre che alle conoscenze ed alle attitudini, anche al mondo delle emozioni e delle relazioni con gli altri.

E’ in quest’ottica che si definisce l’importanza dell’educazione prosociale come strumento utile “per rendere più intelligenti le emozioni” e stimolare la formazione nei bambini di competenze relazionali efficaci e positive che concorrano allo sviluppo e alla arricchimento personale, diminuendo così le forme di aggressività.

La mia tesi si pone quindi l’intento di testimoniare come un progetto di educazione prosociale possa stimolare e favorire la maturazione di tutte quelle competenze sociali che garantiscono un’efficace comunicazione e una buona relazionalità, attraverso l’attivazione dei processi di consapevolezza ed introspezione, di rielaborazione ed interiorizzazione dei contenuti didattici ed emotivo-relazionali.

Questo mio profondo interesse verso una didattica prosociale si colloca nella’interessante cornice dell’attuale dibattito pedagogico e normativo relativo all’asse “Cittadinanza e Costituzione”, interpretate in un’accezione sicuramente più ampia dell’ex educazione civica.

La legge Gelmini 169/08 sottolinea la necessità di promuovere conoscenze e competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”, attivando “azioni di sensibilizzazione e formazione del personale della scuola” e affidando ad una sperimentazione nazionale il compito di “esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi” (art. 11 dpr 275), e cioè di “portare a regime il nuovo insegnamento” come dice la relazione governativa al decreto legge 137, poi convertito nella citata legge 169.

Il documento di indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di cittadinanza e costituzione offre un quadro di riferimento e un elenco di obiettivi e traguardi per tutte le scuole, ma non un preciso progetto sperimentale. Il Ministero si è rimesso infatti alla creatività delle scuole.

Mi sono chiesta quindi come innestare il nuovo asse “Cittadinanza e Costituzione” nell’organizzazione istituzionale di una scuola in continua trasformazione, come insegnarne i contenuti nella didattica disciplinare.

L’esperienza che ho effettuato al 1^ circolo di Marsciano mi è stata d’aiuto per chiarire alcuni dubbi al riguardo.

Il progetto “Io e l’altro” centrato sull’educazione prosociale, si inserisce proprio nell’asse “cittadinanza e costituzione” e tende a promuovere negli alunni competenze di reciprocità, accettazione, confronto, cittadinanza attiva. Il lavoro vuole inoltre prevenire fenomeni di bullismo, partendo dall’assunto che piuttosto che reprimere manifestazioni devianti esse devono essere prevenute attraverso lo sviluppo di competenze sociali.

L’esperienza è risultata particolarmente interessante in quanto, oltre a partecipare al lavoro in classe, ho avuto modo di verificare, anche se in maniera parziale, l’efficacia del lavoro effettuato, tabulando i dati rilevati attraverso gli strumenti di valutazione utilizzati.

In particolare, come si evince dal 4^ capitolo del lavoro, ho tabulato quanto emerso dagli strumenti di valutazione qualitativa.

L’assunto teorico di partenza e alcuni materiali utilizzati nel progetto attuato dal 1^ circolo di Marsciano e la ricerca in varie parti d’Italia è stata effettuata dall’ISACpro (Istituto di Scienze dell’Apprendimento e del Comportamento Prosociale), istituto che da anni si occupa di educazione prosociale e che colgo l’occasione per ringraziare.

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