Prosocialità

Benefici della didattica Prosociale

BENEFICI DELL’EDUCARE ALLA PROSOCIALITA’

Gianna Spitelli

Direzione Didattica I Circolo Spoleto

Un folto gruppo di docenti di scuola primaria e dell’infanzia del I Circolo Didattico di Spoleto ha sperimentato, durante l’a.s. 2010/2011, l’applicazione di brevi unità prosociali di apprendimento che hanno dato dei risultati positivi. In particolar modo vorrei annoverare l’esperienza di una classe prima (la mia) che mi consente di poter dire come una serie di interventi quanto più precocemente vengono effettuati tanto più efficaci risultano.

SITUAZIONE INIZIALE

La classe si presentava piuttosto disomogenea con alunni provenienti da scuole dell’infanzia diverse del territorio ed anche il “gruppo” più numeroso non lo si poteva definire tale, a causa del percorso di scarsa integrazione vissuto in tre anni; numerosi erano i conflitti tra i singoli e soprattutto (la cosa che più preoccupava noi insegnanti) risultava elevata l’incapacità di ascolto.

PREMESSA

La proposta di mettere in pratica un’unità di apprendimento incentrata sull’AUTOCONTROLLO E SULLA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI è arrivata ad hoc rispetto alle esigenze della mia classe ed ha suscitato un vivo interesse da parte di tutti i docenti del gruppo di Spoleto. In effetti, nella vita quotidiana di classe o di sezione, si riscontrano costantemente episodi di conflitto tra singoli che creano disagio per l’intero gruppo.

In particolare nella mia classe c’erano alcuni elementi con problematiche particolari di inserimento, che tendevano ad un approccio aggressivo oppure ad isolarsi dopo aver reagito con violenza.

FASI SALIENTI DELL’ATTIVITA’ tratte dal Diario di Bordo.

–          Lettura del raccontoIl drago furioso di Mattia” tratto da “L’ABC delle mie emozioni”- Mario di Pietro- Erickson; è stata questa l’esperienza stimolo, dopo che la classe si era ormai abituata ed appassionata all’ascolto di storie lette. Già da alcune domande stimolo si è potuto verificare l’interesse suscitato dal racconto.

–          Circle-time. In palestra, ovvero in una stanza diversa da quella in cui era stata effettuata la lettura, disposti in cerchio con l’insegnante al di fuori dello stesso, i bambini hanno discusso e conversato guidati da domande-stimolo (dove stava il drago? Quali parole pronunciava quando era furioso? E quando non lo era più?…). Le risposte azzardate da alcuni e corrette o integrate da altri hanno permesso una riflessione importante ed una comprensione reale del racconto ascoltato.

–          Drammatizzazione della storia. La richiesta, da parte dei bambini e di alcuni in particolare, di voler impersonare il drago o Mattia ha corrisposto ai ruoli previsti e sollecitati dall’insegnante. Nel ruolo impersonato già i bambini trasponevano la loro interiorità (e la loro aggressività) e la mostravano senza veli a tutti gli altri, i quali accettavano tacitamente il gioco.

–          Rappresentazione attraverso il disegno. Questa fase ha rappresentato  il momento della riflessione e della sintesi del percorso sino a qui effettuato.

–          Attività di azione diretta.

–          A) Mosaico delle tessere. Dopo un ennesimo braimstorming rispetto a quanto ancora accadeva in classe (cosa non va nella mia classe? Cosa mi infastidisce di più? Cosa mi aspetto che gli altri facciano perché si stia bene in classe?…) si decide di creare delle tessere-premio a chiunque si comporti bene e faccia azioni particolarmente belle. Le tessere verranno caratterizzate con il proprio nome o simboletto ed incollate su un grande cartellone a formare un disegno comune (un albero): questo lavoro verrà ripreso e completato il prossimo anno scolastico, ma aveva già dato alcuni esiti sin dall’inizio.

–          B) Condivisione con i genitori. Questo momento, svoltosi in situazione assembleare, era stato alquanto importante in quanto aveva contribuito a sensibilizzare i genitori affinché evitassero qualche rimprovero di troppo ed agissero con dei rinforzi positivi.

–          C) Assegnazione dei Paperoni. La decisione condivisa con i genitori ha rappresentato la giusta conclusione di un percorso che ha visto il congiungersi delle varie sinergie per un fine comune: quello di promuovere atteggiamenti positivi rimuovendo le situazioni di conflitto e valorizzando l’autocontrollo e gli atteggiamenti di empatia e disponibilità sia da parte dei bambini sia da parte degli adulti. Questa ultima fase, che risulta conclusiva rispetto al percorso, costituirà il punto di ri-partenza per la successiva unità prosociale.

PROSOCIALITA’ e Cooperative Learning