Prosocialità

LA CREATIVITA’ OLTRE I LIMITI, SENZA LIMITI.

di Maria Concetta Antelmi

 “La creazione è segno di vita”

Il solo termine creatività implica curiosità, essa indica la funzione dell’uomo come capacità ideativa che permette di inventare, creare, nuove cose. La definizione più completa di questo termine  si deve al matematico francese Henry Poincaré, che con poche parole riuscì a dare un senso completo a questa misteriosa e affascinante funzione dell’uomo: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”.

La mente umana è ampia, è riuscita a creare molte cose, in una parola possiamo sostenere che la creatività è senza limiti.

Ci si chiede chi crea? Chi è in grado di creare?

A tali domande in molti hanno cercato di dare delle risposte. Riporto  qui di seguito la definizione della personalità creativa secondo lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi, nel suo testo Creativity. The flow and the psychology of discovery and invention.
Csikszentmihalyi sostiene che: se dovessi descrivere in una parola quello che rende la loro personalità diversa da quella degli altri individui, sarebbe complessità . Con questo intendo [dire] che mostrano tendenze di pensiero e azione che nella maggior parte delle persone sono separate. Includono estremi contradditori – invece di essere un “individuo” ognuno di loro è una “moltitudine”. Come il colore bianco contiene tutti i colori dello spettro, loro tendono a raccogliere l’intera gamma delle possibilità umane al loro interno (p. 57).
Inoltre, Gardner, nei suoi studi sui personaggi creativi mette in luce come una certa immaturità, emotiva e mentale, sia emersa al fianco di pensieri profondi e non comuni.

Essere creativi, dunque, significa anche andare oltre ai limiti ed essere senza limiti,ne di età ne di genere, si può essere diversi fisicamente ma in grado di creare.

Infatti, recenti ricerche nel campo della psicologia cognitiva hanno dimostrato come, con il passare degli anni, pur assistendo ad un restringimento di alcune importanti funzioni mentali, è presente un mantenimento e in molti casi un aumento dell’efficienza delle funzioni conservate. Cioè, unitamente alla conservazione, seppur in forma ridotta di agilità, di alcune abilità, vi è la possibilità  addirittura di uno sviluppo di quelle che vengono esercitate con motivazione ed interesse.

Alla base degli anziani e dei disabili c’è la voglia di continuare ad esistere, per i primi, o solo di esistere,  per i secondi.

Anche la follia e creatività sono per l’immaginario collettivo un’unica forma cioè coesistono, come a dire che chi è affetto dal disturbo mentale è creativo senza conoscere la personalità del creatore.

 Alonzo-Fernàndez individua alcuni fattori di rischio favorenti l’insorgere di disturbi mentali negli individui creativi: la lotta che costoro attuano contro le norme; gli sforzi compiuti per realizzare le proprie idee originali e farle accettare socialmente.

Ancora, siamo investiti da enormi pregiudizi sui disabili e anziani che creano, che sono degli artisti. Famose, e meravigliose, opere d’arte sono state attribuiti ad anziani come: Donatello ottantenne, affetto dal morbo di Parkinson, porta a compimento il suo capolavoro “il pulpito della chiesa di S. Lorenzo in Firenze”, Michelangelo Buonarroti che ottantanovenne diede vita alla “Pietà Rondanini”, Goya e Monet ultraottantenni, con problemi di vista, continuarono a realizzare dipinti di enorme valore, etc..

 Anche innumerevoli artisti disabili si sono espressi e hanno ottenuto successo, sia nella letteratura come: Claudio Imprudente (Una vita imprudente), Elisabeth Auerbacher (Babette, handicappata cattiva), Christy Brown(Il mio piede sinistro), Birger Sellin (Prigioniero di me stesso), Gunilla Gerland (Una persona vera);  sia nella creazione di opere come: Stephen Wiltshire, l’opera più famosa è “ panoramic landscape “, Alice Shonfel, tra le sue sculture in marmo famose troviamo  “Study in White” e “Angel Fish”, e altri che si sono espressi in diversi ambiti, musica, ballo ect.

Concludo sostenendo che l’essere creativo,  seppur con difficoltà, deV’essere mostrato, perché esso può essere in tutti e come dire alla società <<IO ESISTO!>>.

Bibliografia          

 

F. Antonini e S. Magnolfi,   l’età dei capolavori, Marsilio 1991);

F. Alonzo-Fernàndez, Il talento creativo. Tratti e caratteristiche del genio, Dedalo, Bari 2001;

G. Accursio, G. Bucolo, la personalità creativa, Laterza 2006;

M. Csikszentrmihalvi, Creativity: Flow and the Psychology of Discovery and Invention,  Harper Perennial, 1997
R. Florida, L’ascesa della nuova classe creativa, Mondadori, Milano 2003;
www.cocooa.com/category/miglioramento-la-fantastica-arte-degli-artisti-disabili/