L’ANALISI COMPORTAMENTALE APPLICATA
La prosocialità ha aperto un nuovo scenario sulla disabilità.
Infatti, spostando l’ attenzione dal soggetto singolo alla relazione tra la persona e l’ ambiente in cui vive, il modello prosociale ha aperto una nuova comprensione della disabilità che viene intesa non più (in un movimento verticale discendente) come la conseguenza di una malattia o di una minorazione, ma (in una dimensione orizzontale) come il modo di funzionare di questa relazione.
Per comprendere il senso di quest’ affermazione bisogna chiarire il concetto di ‘normalizzazione’.
Se infatti partiamo dall’ assunto che la disabilità sia una diminuzione di un organo, di un apparato o di una funzione, allora
- l’ assistenza (pensiamo, ad esempio, all’ erogazione di benefici economici) viene pretesa come un risarcimento;
- la riabilitazione consiste nel tentativo, alle volte parossistico, di ricomporre ciò che si è rotto, di ripristinarne il funzionamento, in una parola, di riportare la persona ad una presupposta, ma (ahinoi!) improbabile normalità;
- l’ esito dei tentativi falliti di normalizzare la persona sono le rassegnate azioni di progressivo custodialismo assistenziale, privo di qualsiasi speranza di cambiamento e, quindi, di motivazioni verso l’ apprendimento, l’ autonomia, la vita indipendente.
Se invece partiamo dal costrutto che la condizione di disabilità è determinata dall’ interazione della persona con il suo stato di salute, così come esso si presenta, con le sue strutture e con le sue funzioni e l’ ambiente in cui vive che può offrire facilitazioni o barriere, allora
- l’ assistenza è l’ insieme dei mezzi e delle risorse messi in campo per migliorare il rapporto tra la persona e l’ ambiente;
- la riabilitazione è sinonimo di cambiamento continuo;
- l’ esito del processo riabilitativo è una vita normale, fatta di impegni, lavoro, tempo libero, relazioni interpersonali, partecipazione alla vita della comunità.
In conclusione non si tratta di normalizzare la persona, ma normalizzare le sue condizioni di vita.
Ecco perché in questo manuale fondamentale dell’ Analisi Comportamentale Applicata, scritto peraltro con il rigore dell’ impostazione teorica e metodologica che da sempre contraddistinguono i lavori di Giovanni Guazzo, non stupisce che a pagina 204, tra gli interventi ABA, a proposito di insegnamento delle competenze sociali, venga dedicato un paragrafo alla prosocialità.
Del resto non è la prima volta che, proprio in questi giorni, viene sollevato il velo che in tutti questi anni ha pudicamente riconosciuto un certo riserbo al modello TAP (training di Abilità Prosociali) e alla sua capacità di coniugare l’ approccio cognitivo comportamentale con il paradigma della prosocialità.
WRITER: GIOVANNI MARIA GUAZZO
TITLE: L’Analisi Comportamentale Applicata
PUBLISHERS: IRFID, NAPLES (Italy)
PAGES: 550
Informazioni e Acquisto:
www.irfid.eu




